Anguste Fabbriche di Pet Food
Nel Pet Food ...oltre alle farine di carne ottenute attraverso il RICICLAGGIO delle carcasse, fra gli ingredienti più frequenti in queste preparazioni troviamo i cereali, composti principalmente da farine di glutine che spesso non sono completamente assimilati da Cani e Gatti.
Anguste Fabbriche Pet Food
Anguste Fabbriche di Pet Food

Molti prodotti chimici che ne alterano il gusto e l’olfatto, le caratteristiche organolettiche e l’aspetto; coloranti, emulsionanti e sostanze che ne ritardano il deterioramento. Anche numerosi additivi e conservanti inclusi nelle formule dei mangimi, che spesso risultano "invisibili" nelle stesse etichette, se non indicati più genericamente nella loro accezione più comune. Decisamente sottostimati, i loro effetti sono fonte di serie patologie, sia a medio che a lungo termine.
Ad esempio i BHA e BHT di largo impiego nei liquidi per radiatori, trovano usuale impiego come conservanti nei mangimi per cani di bassa qualità, sebbene i loro effetti cancerogeni siano universalmente riconosciuti.

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Seguono i numerosi additivi di Pet Food, dalle proprietà antiacidificanti, antifungine, idroassorbenti, che progressivamente andranno a minare la funzionalità di singoli organi e sistemi. Le reazioni avverse al cibo indotte dalla presenza di sostanze tossiche nel cibo si palesano in tempi più o meno brevi, dipende dalla quantità e dalla loro pericolosità, alla presenza di diossine, le nitro-PAH, dagli effetti potentemente cancerogeni e mutagene, che originano per lo più dai processi di combustione industriale, e che riescono a penetrare nelle filiere agroalimentari, sia ad uso umano che zootecnico. 

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SOLO ALCUNI degli Additivi Chimici presenti nel Pet Food 
- Lubrificanti 
- Agenti per il controllo del Ph 
- Agenti antimicrobici 
- Agenti Deidratanti 
- Dolcificanti ipocalorici 
- Ausili di processo
- Antiossidanti 
- Emulsionanti 
- Dolcificanti calorici 
- Isolanti 
- Coloranti 
- Agenti fissanti 
- Agenti ossidanti e dimagranti 
- Solventi 
- Agenti affumicanti 
- Esaltatori del gusto (appetizzanti) 
- Agenti per il controllo del Ph 
- Stabilizzatori
- Lievitanti
- Agenti di finitura superficiale

L’industria alimentare dedicata ai nostri amici a quattro zampe ha cominciato ad affermarsi intorno agli anni settanta e i consumatori hanno subito imparato ad apprezzarne la convenienza e praticità, sostenuta da una massiccia campagna mediatica che ovviamente, scoraggiava l’utilizzo degli scarti di cucina, considerati pericolosi.

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La grande distribuzione ha fatto poi il resto, rendendo quell’insulsa poltiglia variegata nella forma e nel colore, accattivante nelle sue numerose versioni di latta o cartone e salutare nelle belle immagini di presentazione appiccicate.

In breve tempo la vendita di questi mangimi ha superato le pappe pronte per bambini e l’offerta si è diversificata a tal punto da prevedere diete specializzate per la cura delle patologie più comuni e pasti adatti ad ogni fase dello sviluppo, formulazioni attente alla razza, al sesso, ai comportamenti di Cani e Gatti e, naturalmente, alle ossessioni dei padroni oggetto di queste subdole campagne pubblicitarie.

Anguste Fabbriche di Pet Food

Non è molto difficile comprendere che il cibo industriale è materiale organico di dubbia qualità, perchè composto da grassi portati a elevate temperature e residui di macellazione bolliti e omogeneizzati. In questo modo, inoltre, con l’acqua sporca si butta anche il bambino, dato che simili trattamenti distruggono vitamine e proteine, notoriamente termolabili. Questa schifezza in ultimo è condita e spruzzata con dosi massicce di additivi e conservanti che la letteratura veterinaria spesso associa all’insorgenza di gravi patologie quali cancro, insufficienza renale, diabete, pancreatite, problemi ai denti, abbassamento delle difese immunitarie e un numero imprecisato di allergie.
L’esperienza clinica dimostra che la vita di un animale alimentato con mangime secco e scatolette si accorcia di quasi la metà, ma questo non dovrebbe sorprendere neppure il consumatore più distratto, che senz’altro non si sognerebbe mai di mangiare quotidianamente cibo inscatolato.

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Consideriamo anche che la tossicità di un cibo commerciale é ravvisabile dalla contaminazione di una o più materie prime, che lo compongono. 
Basti pensare alle MICOTOSSINE cioè i metaboliti tossici di particolari muffe che possono svilupparsi direttamente nel campo di coltura a causa dell’instaurarsi di particolari condizioni del terreno di coltura, ambientali, ecc, condizioni ideali per la proliferazione delle venefiche muffe (aspergillus)
Idem per quanto concerne la conservazione nei silos o il trasporto delle derrate cerealicole nelle stive delle grandi navi. Uno dei cereali maggiormente impiegato nel pet food è il mais. 
Le micotossicosi costituiscono le minacce più insidiose per la sanità delle derrate cerealicole perché interessano tutto il ciclo vitale della produzione degli animali da reddito, dall’alimentazione sino ai prodotti derivati (uova, latte, carni e lavorati).
Inoltre, ad aggiungersi alla micotossine, una moltitudine di sostanze tossiche di origine microbiologica possono contaminare le materie prime impiegate stabilmente nella produzione di pellettato (crocche) con tutti gli effetti patogeni derivanti a danno della salute degli animali da compagnia. Tali evidenze sono di per sé presenti nelle materie prime impiegate stabilmente nelle formulazioni di Pet Food, oltre che interessare persino il ciclo di lavorazione del pellettato (nastri portanti, contenitori, imballaggi e stoccaggi inidonei, ecc).
Anguste Fabbriche di Pet Food
Complessivamente si fa cenno perciò a una nutrita schiera di ceppi di enterococchi, stafilococchi (E. coli, Campilobactery, Clostridium) o degradazioni amminoacidiche (vedi istamina) che hanno la proprietà di esitare processi infiammatori a livello organico, d reazioni severe reazioni allergiche.
Aggiungiamo anche i metalli pesanti (cadmio, mercurio, piombo) che possono essere presenti nelle carni di origine ittica, specialmente se il pescato proviene da tratti di mare inquinati e ai residui di pesticidi utilizzati comunemente in agricoltura e che si pongono come principi attivi negli antiparassitari per cane e gatto.





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